Nel report State of the Global Workplace 2026, Gallup fissa la quota di manager "engaged" a livello globale al 22%. Nel 2022 era al 31%. Il calo più ripido si è concentrato in un solo anno, tra il 2024 e il 2025: cinque punti persi, da 27% a 22%. Non è l'ennesima cifra di un report aziendale: è una serie storica, costruita con lo stesso strumento per quattro anni consecutivi, e questo la rende un oggetto raro nella letteratura organizzativa — qualcosa su cui vale la pena fermarsi prima di infilarla in un titolo.
Il motivo per cui questo numero sta circolando tanto non è solo la sua ampiezza. È che riguarda la figura su cui, nell'impostazione stessa di Gallup, passa la trasmissione dell'engagement verso il resto del team: un manager disimpegnato non è un problema isolato, è un problema che si propaga verso il basso dell'organigramma. Vale la pena guardare da vicino che cosa questo numero misura, che cosa no, e dove i resoconti che lo citano hanno cominciato a fargli dire più di quanto dica.
Il crollo è una serie, non uno scatto
Gallup misura l'engagement con il questionario Q12, dodici affermazioni su cui il rispondente si posiziona su una scala a sei livelli, da pieno accordo a pieno disaccordo. La formula che classifica qualcuno come "engaged" non richiede l'accordo totale su tutti i dodici elementi: è una soglia proprietaria, costruita su decenni di raccolta dati. Uno strumento che pubblica la propria serie storica per quattro anni di seguito, con lo stesso impianto dichiarato, ha già superato un ostacolo che la maggior parte delle survey di clima aziendali non prova nemmeno ad affrontare.
C'è però un punto che la ricerca fatta per questo articolo non riesce a chiudere: nessuna delle fonti disponibili conferma che la definizione operativa di "engaged" sia rimasta identica tra il 2022 e il 2025. Gallup attribuisce il calo a fattori organizzativi — appiattimento delle strutture, allargamento dello span of control, scarso supporto nei rollout tecnologici — non a modifiche metodologiche. Ma l'assenza di una dichiarazione esplicita di invarianza non è una prova di invarianza: è un'informazione mancante, e va trattata come tale. Chi usa questo dato per argomentare una tesi dovrebbe saperlo, invece di trattarlo come un fatto chiuso.
Il calo non è uniforme, ma non risparmia nessuno
La disaggregazione geografica aiuta a vedere cosa sta succedendo sotto il numero aggregato. Nessuna regione del mondo ha registrato un aumento dell'engagement manageriale nell'ultimo anno: è un calo simultaneo, non un effetto di poche aree critiche che trascinano la media verso il basso. La flessione più marcata si osserva nel Sud Asia, in particolare in India, con otto punti persi in dodici mesi — il doppio della media globale. Sul piano demografico, i manager più giovani (sotto i trentacinque anni) e le manager donne risultano i gruppi più colpiti.
Questa distribuzione dice qualcosa che la cifra aggregata nasconde: non tutti i manager stanno attraversando lo stesso tipo di pressione, e chi disegna un intervento di clima uguale per tutti i livelli manageriali sta probabilmente calibrando lo strumento sulla media sbagliata. Un manager junior che eredita un team più grande senza formazione aggiuntiva e una manager senior con vent'anni di esperienza alle spalle non reagiscono allo stesso carico nello stesso modo, e trattarli come un'unica popolazione nel questionario di clima è una scelta di misura, non un dato di natura.
Il numero che nessuno sa come è stato calcolato
La cifra che accompagna quasi ogni articolo su questo tema è il costo stimato del disengagement globale: oltre 10mila miliardi di dollari di produttività persa nel 2024, pari — secondo la stima — al 9% del PIL mondiale. La fonte primaria è lo stesso report Gallup. Il problema è un altro: le fonti disponibili non rendono pubblica la formula di calcolo che porta a quella cifra, e il report stesso la presenta come perdita potenziale, non come perdita realizzata e verificata in ogni economia considerata.
Questo non significa che il numero sia inventato. Significa che circola con un'autorità che la sua stessa fonte non gli attribuisce esplicitamente — ed è esattamente il meccanismo per cui un dato smette di essere l'inizio di una discussione e diventa una garanzia. Chi lo cita in una presentazione interna per giustificare un investimento in formazione manageriale dovrebbe sapere che sta citando un ordine di grandezza, non una misura verificabile riga per riga.
Uno studio del 2025 diventato prova del 2026
Buona parte dei resoconti affianca al dato Gallup un'altra cifra: il 71% dei leader che riporta stress in aumento e il 40% che considera di lasciare il proprio ruolo per proteggere il proprio benessere, dal Global Leadership Forecast di DDI. Sono numeri reali, ma vanno collocati con precisione: lo studio DDI è stato pubblicato il 22 gennaio 2025, riferito quindi a un'edizione precedente, non all'indagine Gallup 2026. Le due rilevazioni non sono la stessa fotografia dello stesso momento, anche se nei testi che le accostano sembrano esserlo.
Non è un dettaglio da bibliotecari. È l'errore più comune e meno visibile nel modo in cui si costruisce una "crisi": prendere due numeri solidi, prodotti da due organizzazioni diverse, in due finestre temporali diverse, e cucirli insieme come se misurassero lo stesso fenomeno nello stesso istante. Il risultato suona più convincente della somma delle sue parti, ma nessuna delle due fonti garantisce quella somma.
Il 79% che smentisce il destino
C'è un numero, nello stesso corpo di report, che merita più attenzione di quanta ne riceva. Un gruppo ristretto di organizzazioni — classificate da Gallup come best practice — ha raggiunto un manager engagement del 79%, contro il 22% globale. Il divario non è spiegato dal settore di appartenenza né dal budget disponibile, ma da una differenza di impostazione: trattare l'engagement come disciplina operativa continua, con revisione e correzione regolari, invece che come un sondaggio annuale da archiviare dopo la presentazione dei risultati.
Questo è il punto in cui il dato Gallup fa esattamente ciò che una misura dovrebbe fare: offre un benchmark esterno, falsificabile, che permette di distinguere un problema strutturale da una scelta organizzativa correggibile. Un'azienda al 22% non è condannata al 22% dal proprio settore; può semplicemente non aver ancora deciso di trattare la questione come un processo, invece che come un rito.
Dove si origina davvero il crollo
Le fonti disponibili convergono su alcuni driver concreti: strutture più piatte, meno livelli intermedi a parità di persone da coordinare, aumento dello span of control per chi resta, e rollout tecnologici — in particolare quelli legati all'intelligenza artificiale — condotti senza un supporto adeguato a chi deve farli funzionare sul campo. La burocrazia risulta il motivo più citato tra i reclami dei manager stessi. Chi lavora su questi temi riconoscerà qui lo stesso meccanismo descritto nell'approfondimento sul Che cos'è il tecnostress: definizione, componenti, ricerca scientifica: non è la tecnologia in sé a logorare, ma l'assenza di un disegno organizzativo che accompagni la transizione, lasciando chi sta in mezzo a gestire da solo la frizione tra sistemi, aspettative e persone.
Il dato Gallup, preso per quello che è — una serie trasparente, con una soglia dichiarata e un metodo coerente nel tempo — dice qualcosa di solido su una tendenza reale. Preso per quello che è diventato nei resoconti che lo circondano — una crisi globale da 10mila miliardi, confermata da uno studio del 2025 citato come se fosse del 2026 — dice qualcosa di meno affidabile della somma delle sue parti.
La domanda da portare in riunione lunedì mattina non è se i vostri manager siano nella media del 22%. È se, quando qualcuno in azienda cita questa cifra per giustificare una decisione, sta misurando il vostro fenomeno o ha preso in prestito una crisi altrui.
11 fonti, verificate prima di pubblicare
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- https://www.ebloom.be/en/post/manager-engagement-crisis-gallup-2026
- https://www.forbes.com/sites/karadennison/2026/05/13/the-10-trillion-management-engagement-crisis-no-one-is-talking-about/
- https://npaworldwide.com/blog/2026/10/15/manager-burnout-is-becoming-the-next-talent-crisis
- https://www.gallup.com/workplace/349484/state-of-the-global-workplace.aspx
- https://leadersrisingnetwork.com/3-key-takeaways-from-gallups-2025-global-workplace-report/
- https://amplifyspeakers.com/gallup-2026-manager-engagement-collapse/
- https://gothamculture.com/2026/09/07/managers-least-engaged/
- https://www.mangoapps.com/articles/gallup-2026-state-of-the-global-workplace
- https://quasa.io/media/gallup-2026-report-global-engagement-at-20-with-10-trillion-productivity-loss
- https://mindsetonline.com/leaders-quitting-stress-replacement-pipeline-empty/
- https://vendordirectory.shrm.org/company/779954/news/3568735/new-ddi-study-signals-looming-leadership-exodus-with-71-reporting-increased-stress
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